Coronavirus: mattone unico vero bene rifugio.

Siamo nel bel mezzo di una pandemia mondiale, in Italia ci stiamo accingendo a raggiunger il picco di contagi ma lo scopriremo solo nei prossimi giorni…dicono gli scienziati, infatti il dato univoco è quel senso di incertezza che regna nell’animo delle persone.

Sono tanti gli aspetti umani e sociali che vengono coinvolti in questo scenario, noi vogliamo limitarci solo a ciò che rientra nella nostra sfera di competenza: gli immobili (a Bologna nello specifico); di virologi, ingegneri, strateghi e commissari tecnici improvvisati ne potete trovare già a migliaia sui canali social.

Le mie considerazioni nascono da qui: #iorestoacasa

È l’hashtag che ci sta accompagnando come un gingle in questo periodo molto particolare.
La risposta alla “casa come bene rifugio” è tutta qui!

Un ritorno al passato epocale: i repentini cambiamenti tecnologici dell’ultimo decennio, la diffusione della share economy e della voglia di essere liberi come farfalle e non avere più radici come gli alberi, sentirsi cittadini del mondo:

“Non voglio un posto fisso dove vivere”, poi la vita ci mette di fronte all’imprevedibile: un virus a diffusione globale ed il mondo diventa un piccolo villaggio dove l’unico posto dove sentirsi al sicuro è la casa, ma non una casa qualsiasi: la propria casa!

Sono negli occhi di tutti le scene dei lavoratori e studenti al nord che “emigrano” come salmoni controcorrente alla “casa madre”, già perché la casa è calore, è sicurezza, è famiglia.

È un rifugio, appunto.

Non erano sufficienti dei muri e dei pavimenti, volevamo la nostra casa. Qualcosa che fa parte di noi.
E prima di arringare contro questo atteggiamento “irresponsabile” razionalmente ma comprensibile “umanamente” è bene sottolineare che non è stata una dinamica da “bamboccioni” tutta italiana.

Lo stesso è avvenuto a Parigi, a Madrid, a Londra… voglia di casa, voglia di famiglia, sentirsi al sicuro.
#iorestoacasa(mia).

Coronavirus

La risposta dunque è semplice: la casa si conferma il bene rifugio per eccellenza.
In questi giorni, tante sono state le mail e chiamate allarmate di nostri clienti che ci chiedevano notizie e previsioni sul mercato e la nostra risposta è stata sempre la stessa: IL MERCATO SIAMO NOI SIGNORI.

Siamo noi, tutti insieme che influenziamo il mercato (soprattutto quello locale della nostra città) con le nostre scelte: vendere, non vendere, accettare un prezzo molto basso, ecc e questi comportamenti rapportati su un’ampia scala provocano determinati risultati.

Il consiglio di DOTTOR HOUSE dunque, per non compromettere il nostro mercato, che prima del “lock down” stava andando molto bene, è quello di tenere duro, a costo di erodere quel po’ di finanze accantonate con sacrificio, almeno per chi può.

Certo, anche la casa può perdere valore, le crisi del passato lo hanno dimostrato. Ma difficilmente riuscirete a perdere tutto il vostro capitale in 24/48 ore come ad esempio capita invece purtroppo “spesso” in Borsa.


#IORESTOACASAMIA #FAMIGLIA #CALORE #RIFUGIO

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COVID

Nicola Montanari
Vicepresidente FIMAA Bologna

#iorestoacasa#lacasacomerifugio

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