ANNO COVID 2021 – Cosa ci aspetta davvero?

Aumentano i prezzi, l’offerta di immobili e la dinamica delle compravendite! 
Gli analisti stimano un ritorno alla normalità verso il secondo semestre dell’anno, grazie all’arrivo del vaccino.
Ottimismo e speranza. Sono queste le parole chiave per il 2021, un’anno che si trascina malvolentieri i danni di un 2020 drammatico dal punto di vista sanitario e sociale ma fortunatamente relativamente stabile per quanti riguarda il mercato immobiliare, soprattutto a Bologna e Provincia.
Un settore, quello immobiliare, miracolato dal disastro della pandemia (pensiamo ad esempio ai danni al settore alberghiero, turistico e della ristorazione) che riconferma che in Italia il mattone resta il bene rifugio per eccellenza.
Le compravendite immobiliari già accertate dall’Agenzia delle Entrate sul suolo italiano tra gennaio e settembre dello scorso anno risultano oltre 374.000 e “Scenari Immobiliari” (primario istituto indipendente di studi e ricerche) stima la chiusura del 2020 a circa 490.000 unità con un trend in crescita costante fino a stimare di ritornare alle 600.000 unità per il 2022, valori vicini agli anni d’oro del passato.
Il temporaneo stop degli short rent (affitti brevi) riduce al momento gli acquisti da mettere a reddito ma spinge il mercato del lusso, che risente meno della crisi, verso investimenti su immobili di pregio anche per affitti brevi, data la sostanziale mancanza di offerta di abitazioni in affitto di nuova generazione nel nostro paese.
Si tornerà ad investire su mono e bilocali: i cartelli vendesi si moltiplicheranno sui cancelli delle città turistiche e d’arte italiane ma anche di centri come Milano. Inevitabile effetto dei cambiamenti di vita che hanno portato la didattica a distanza (dad) e lo smart working, che spingono le persone verso la necessità di spazi abitativi più ampi, rinunciando alla (più costosa) centralità. Quelle stesse “piccole” case che si libereranno saranno dunque rilevate da chi, avendone la possibilità, intravedrà un buon investimento per la ripresa degli affitti turistici che cercano invece principalmente la centralità della posizione (oltre che sempre più la qualità delle finiture) a discapito della metratura.
In media a dicembre 2020 i prezzi delle locazioni sono scesi di oltre il 5%, fino ad arrivare anche al 15% nelle città più turistiche, complice anche il fatto che il numero delle case in affitto immesse sul mercato è aumentato a dismisura, di oltre il 30 % per l’esattezza, soprattutto data la necessità di chi aveva acquistato, pensando di fare un investimento che garantisse entrate certe mensili anche elevate (come nel caso degli affitti brevi, di ripagare il mutuo.
In forte calo gli acquisti esteri degli italiani, con un numero di compravendite crollato a 9.000 unità acquistate nel 2020, contro le 43.000 del 2019, complice l’assenza di voli (e di turismo) nonostante gli sforzi del 3d e del fintech.
Concentriamoci dunque sugli investimenti immobiliari nel nostro paese che resta, nonostante i tanti problemi, fino a prova contraria, il più bello e sicuro del mondo.

Nicola Montanari 
Vicepresidente FIMAA Bologna

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