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GUERRA! (delle speculazioni)

GUERRA! (delle speculazioni)

In un mondo sempre più globalizzato, dove tutto è interconnesso, le ripercussioni di ogni decisione politica, seppur presa a migliaia di chilometri di distanza, determina influenze reali sul nostro lavoro, sulla nostra quotidianità, sui nostri equilibri e sulle nostre vite.

È facilmente documentabile che il conflitto russo-ucraino sia in atto fin dall’inizio del 2014, da quando cioè l’allora presidente ucraino Janukovyc è stato rimosso poiché filorusso. Sono seguiti anni di attriti, sommosse, riappacificazioni più o meno finte, persino con l’intervento di altri paesi mediatori (ad esempio Francia e Germania nel 2015) senza grandi risultati.

Solo nel febbraio di quest’anno il caso diventa di “dominio pubblico” a seguito del riconoscimento da parte della Russia delle Repubbliche popolari del Donbass dando inizio alla cosiddetta “operazione speciale” di invasione dell’Ucraina.

Senza addentrarci nelle complessissime motivazioni geopolitiche che hanno portato a questa gravissima situazione, ci limiteremo in questo breve articolo a riflettere su quanto gli equilibri mondiali possano ripercuotersi sui mercati globali e su quanto ci sia di vero in termini di reale difficoltà o carenza di materia prima, rispetto invece ad una feroce sete di potere, soldi ed interessi da parte di governanti, multinazionali e sciacalli.

COSA C’É DI COSì PREZIOSO IN UCRAINA?

Si sa che dalle grandi crisi c’è sempre qualcuno che si arricchisce, conoscendo e prevedendo le tendenze dei mercati e dei fabbisogni popolari. Ce lo insegna da sempre la storia, l’abbiamo vissuto nel recente passato con la pandemia, tra appalti milionari di mascherine, vaccini più o meno efficaci e manie di controllo, lo stiamo vivendo oggi con la crisi indotta dalla guerra in Ucraina, che malgrado rappresenti soltanto lo 0,4% della superficie terrestre, si è scoperto possieda il 5% delle risorse minerarie del mondo, ed è tra le prime dieci nazioni produttrici ed esportatrici di metalli al mondo.

Fonti del ministero degli Esteri italiano parlano di 20mila depositi e della presenza di 194 minerali. Si tratta di gas (1,1 trilioni di metri cubi – al 3° posto in Europa, al 13° nel mondo), petrolio (oltre 135 milioni di tonnellate), petrolio di scisto (3,7 miliardi di tonnellate), argilla (caolino, argille plastiche ed argille refrattarie), minerale di ferro (30 miliardi di tonnellate), carbone (34 miliardi di tonnellate – primo paese in Europa, al 7° posto nel mondo), manganese (tra i primi dieci produttori al mondo – nel 2020 la sua produzione è stata di 550.000 tonnellate).

L’Ucraina è prima in Europa per riserve recuperabili di minerali di uranio; è al 2° posto in Europa e al 10° posto nel mondo quanto a riserve di titanio; al 2° posto nel mondo in termini di riserve esplorate di minerali di manganese (2,3 miliardi di tonnellate, il 12% delle riserve mondiali), ha la seconda più grande riserva al mondo di minerale di ferro (il 10% del totale mondiale); è al 1° posto in Europa per le riserve di manganese, al 2° posto per riserve di minerale di mercurio, al 6° per la produzione di zircone. Detiene l’unico deposito di sabbie minerali del continente. Ha il 20% della grafite mondiale (più di 1 miliardo di tonnellate), il 2% del mercurio del mondo (30.000 tonnellate) e molto oro.

In secondo (o in primo!!) luogo l’Ucraina ha un’agricoltura che è in grado di soddisfare il fabbisogno alimentare di 600 milioni di persone.
Per l’esattezza: è al primo posto in Europa per superficie a seminativo; al 3° nel mondo per superficie di terre nere (25% del volume mondiale); al 1° posto nel mondo per le esportazioni di girasole e olio di girasole; al 2° posto nel mondo nella produzione di orzo. Nel mondo è il quarto esportatore di mais e di patate, il quinto produttore di segale. Occupa il 5° posto nel mondo anche per produzione di api (75.000 tonnellate – quelle api che sono scomparse in tante aree degli Stati Uniti d’America); è all’8° posto per le esportazioni di grano; al 9° nella produzione di uova di gallina, al 16° nella esportazione di formaggi.

Potrebbe bastare, non vi pare?

Eppure non è tutto perché l’Ucraina possiede anche una significativa struttura industriale e infrastrutturale. È il più grande produttore europeo di ammoniaca. Ha il quarto sistema di gasdotti naturale d’Europa (142,5 miliardi di metri cubi di capacità di flusso di gas nell’UE). È  al terzo posto in Europa e all’ottavo nel mondo per capacità installata di centrali nucleari. La sua rete ferroviaria, con 21.700 km, è la terza in Europa, l’11esima nel mondo. Dopo Stati Uniti e Francia, l’Ucraina è il terzo produttore mondiale di localizzatori e apparecchiature di localizzazione, il 4° produttore mondiale di lanciarazzi, il terzo esportatore di ferro, il 4° esportatore di turbine per centrali nucleari. Infine, non per ultimo, è al nono posto nelle esportazioni mondiali di prodotti dell’industria della difesa.

Una fortuna naturale e produttiva immensa, ma un pil (nel 2021) di appena 168,5 miliardi di euro, pari a quello del Veneto… miracoli della capacità predatoria dei vecchi imperi tramontati, dei nuovi imperi neo-coloniali che li surclassano in ferocia e scienza predatoria, e di una classe capitalistica “nazionale” che più inetta e corrotta di com’è non potrebbe essere.

QUESTIONE BOLLETTE

Se vi stavate chiedendo cosa cappero centrasse il fatto che ormai 30 € non bastino a pagare una pizza al ristorante e certe aziende convenga stare chiuse piuttosto che consumare energia per lavorare, forse potete iniziare a darvi qualche risposta.

L’effetto delle sanzioni “contro” la Russia ha portato ad una crisi energetica senza precedenti che ci costringerà a prevedere seri provvedimenti in vista di un freddo inverno che per il momento stenta a palesarsi.

Una delle principali soluzioni all’importazione del gas dalla Russia è il trasporto di gas liquido via nave ma per far questo servono i cosiddetti rigassificatori, ovvero impianti che riportano il gas dallo stato liquido a quello gassoso per il consumo finale. A tal proposito per chi volesse approfondire vi consiglio questo recente articolo del giornalista Cesare Treccarichi:

https://www.today.it/attualita/da-dove-arriva-gas-italia-forniture-russia-gasdotti-mappa.html

MORALE

io personalmente confido che il nuovo governo italiano (al di là delle opinioni politiche) possa dare nuovo impulso alle imprese, difenda la nostra identità nazionale, gli interessi dei lavoratori, protegga le nostre attività dagli aumenti spropositati e inizi una vera operazione diplomatica per fermare il bagno di sangue di questa terribile guerra. Noi continuiamo a lottare sul campo, investire, credere nella costruzione di un futuro migliore, solido ed affidabile. Che Dio ci aiuti.

 

Nicola Montanari

 

 

 

 

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